CAPITOLO 1°:
C' era una volta quel ramo dell'autostrada di Como che volge a
mezzogiorno tra due catene di monti non interrotte tutto ponti e curve a
secondo delle rientranze e delle sporgenze di questi, dove il traffico è
molto intenso su tutte le carreggiate, con code, rallentamenti,
incolonnamenti, intrattenimenti con concerti bandistici da parte della
polizia stradale, incidenti, cedimenti, pernottamenti nei due sensi di
marcia e pic-nic sullo spartitraffico e dove le aree di rifornimento, in
mancanza di benzina verde, forniscono in sostituzione cesti di cavoli e
sedano da inserire nel serbatoio (evitate i peperoni, provocano bruciori
al motore, cattiva carburazione e inquinano di più).
Bè proprio qui vi è un monte che per la sua particolare e caratteristica ci-
ma è conosciuto dagli abitanti del vicino villaggio di Pescarenico col
nome di Resegone.
Pescarenico è un piccolo borgo situato ai piedi puzzolenti del monte,a
quota 8791m., in verità non è un paesino così brutto come lo si dipinge,
molto di più.
E' un luogo dove le jelle non mancano: malattie, carestie, epidemie,
epidetue, sciagure, catastrofi, cataclismi e terremoti, ma il problema più
grave è sicuramente la fame.
L' amministrazione comunale per fronteggiare questo problema, ha
istituito un nuovo sport: il salto del pasto.
Chi sopravvive più di 7 giorni, vince un pranzo gratis a base di pane e
acqua.
I più furbi sopravvivono mangiando le unghie delle mani.
La cosa più importante è che ci si trova tra i piedi questo sputo di
paesino appena usciti dall' autostrada.
Per arrivarci basta lasciare il proprio mezzo di trasporto là dove si
impantana e proseguire a piedi attraverso la palude; ma ora per venire
incontro alle esigenze turistiche, l'amministrazione comunale ha deciso
di asfaltare le strade (se si faranno).
Insomma l'unica cosa di positivo a Pescarenico è che non c'è il traffico.
Bè dovete sapere che vi sono molte stradine e stradicciole, ed è proprio
per una di queste stradine che ritornava a casa un curato:Don Abbondio.
Don Abbondio, al contrario di Don Giovanni non era un prete donnaiolo;
anzi era così chiuso, che tutti lo chiamavano: "Lucchetto".
Aveva un fisico molto gracile, tanto che in confronto una formica del nord
America sembrava un cammello del sud Africa, ed era così magro che
sul pigiama a righe aveva una riga sola.
Era avvolto nella sua tonaca nera, aveva calzettoni di pura lana vergine
e scarpe chiodate da montagna; per proteggersi dal freddo aveva inoltre
un paio di guanti da violinista ed un colbacco e uno senza calcato in
testa.
Era intento nella lettura del suo romanzo preferito " Vita, morte e miracoli
del figlio del Capo", e di tanto in tanto alzava lo sguardo per ammirare il
paesaggio che lo circondava.
Improvvisamente nei pressi dell'uscita Como-Est nei pressi dell'Autogrill,
il suo sguardo fu attratto da due uomini che erano spaparanzati sul
muro; lui appena li vide, si terrorizzò tanto che per poco non si faceva
addosso.
I due uomini non erano altro che gli alunni di Don Rodrigo regolarmente
promossi a giugno con la media del 7, erano: i bravi.
Infatti da 'bravi' alunni indossavano entrambi il grembiulino blu che la loro
mamma aveva lavato con Dash: bianco come mai,sporco come sempre.
Avevano poi intorno alla vita un cinturone pieno di cartucce, bertucce e
cosucce; ed i capelli unti di un colore indefinito coperti da un cappuccio
rosso come quello di Babbo Natale.
Don Abbondio appena li vide tentò di scappare, ma i due bravi che in
realtà erano cattivi, con un tono da mezza ottava dissero: "hei tu, non
fare il furbo non sposare i Promessi Sposi sennò ti massacriamo!".
Don Abbondio, che ormai era tutto bagnato per problemi idrici, a cui
tremavano le ginocchia, aveva 450 pulsazioni al minuto ed una
temperatura all'ombra di 360° Nord/Ovest,disse: "ma di cosa parlate!",
e uno dei due gli mollò un pugno tremendo sui denti che grazie al nuovo
Kukident l'adesivo universale per dentiere, rimasero incollati alla mano
del diligente alunno.
"Cerchiamo di parlare" disse Don Abbondio che già aveva la vista
annebbiata, ma il secondo uomo gli sparò un altro tremendo pugno da
500 Kg, colpendolo in piena fronte, facendo così cadere il suo
parrucchino da calvo, le ciglia finte, la forfora vera, le basette di plastica
e l'occhio destro che era di vetro, perchè si sà, anche l'occhio vuole la
sua parte.
Poi il cattivo bravo gli prese le orecchie tra le mani e le iniziò a girare
come una vite, gli strappò tutta la parte anteriore della tonaca, lo buttò a
terra, gli diede un tremendo calcio all'osso sacro e lo mandò via.
Don Abbondio allora raccolse i pezzi personali che erano caduti,
e riprese la passeggiata, e chiamando in causa tutti i santi si interrogava
sul quesito: "Chissà perchè capitano tutte a me ?!?!", ma era solo
all'inizio della storia.
Intanto i due bravi si allontanarono con il loro motorino: il Bravo Piaggio.
Quando arrivò alla canonica, era ormai una maschera di sangue,
camminava carponi, era quasi in mutande e addosso aveva solo dei
brandelli di vestito.
Erano circa le 4 del pomeriggio, e Perpetua la sua domestica in quel
momento guardava alla TV un programma di Pippo Baudo; già perchè
Super Pippo esisteva già da allora, fu creato prima della televisione, anzi
fu lui che creò la televisione, inventando così le serate noiose.
Perpetua vedendolo così nero in faccia disse: "Don Abbondio ma siete
andato in spiaggia o vi siete fatto la lampada?" ma Don Abbondio come
un maleducato, senza rispondere, cadde a terra e svenì.
Fu portato da Perpetua in sala rianimazione, dove i medici gli diedero
35 punti di sutura.
Con quel punteggio, ebbe diritto ad un premio: un viaggio a Lourdes a
sue spese con miracolo gratuito.
Quando rinvenì, sotto giuramento confidò alla sua domestica il suo
incontro con gli scagnozzi di Don Rodrigo, i quali li avevano consigliato
ed anche dimostrato che era meglio non celebrare il matrimonio tra
Renzo e Lucia.
Don Abbondio, era rimasto così traumatizzato da quell'incontro che ogni
volta che veniva ripetuta la parola 'bravi', aveva il blocco della circolazio-
ne cardiaca per lo sciopero dei camionisti, sconsacrazione momentanea
dell'osso sacro e coma reversibile solo dietro cauzione da pagare al
medico.
Così quando Perpetua disse: " mi dispiace soprattutto per Renzo e Lucia
che sono dei BRAVI ragazzi!!!", Don Abbondio per poco non ci restava
secco.
Fu così tenuto sotto osservazione dal becchino del paese, un suo
vecchio conoscente, si erano conosciuti un' estate nelle acque del
Mar Morto durante una Baraonda*.
* BARAONDA: tipica tempesta del Mar Morto, con sarcofaghi e urne
cinerarie galleggianti.
