CAPITOLO 2°:

E fu sera e fu mattina (The day after).
A questo punto della storia, è bene chiarire chi sono questi due novelli sposini che saranno un pò le cavie del romanzo.
Lucia Mondella, è una semplice ragazza del borgo di Pescarenico, una borgatara.
Le sue misure erano perfette: 90 - 60 - 90, ma non in quest' ordine!
Anche lei, come tutte le altre ragazze della sua età, aveva l'abitudine di fare di tutta l'erba un fascio, e ciò le provocava non poche allucinazioni, a volte diceva di vedere i puffi nudi, le capre che cantavano sotto la panca e topi che ballavano assieme ai gatti.
Fisicamente è il massimo, del minimo; a dire la verità infatti ha i pochi denti rimasti sporgenti come un castoro, capelli tinti di un colore 'grigio-pirla' e delle sfumature 'biondo-cenere ',grande mascellone quadrato da far paura ad un ippopotamo e un piccolo accenno di baffi da carabiniere oltre alla barbetta sotto il mento.
Insomma era come Ridge di Beutiful solo con barba e baffi più folti.
Aveva poi sulle gambe dei peli così lunghi, che se si girava di scatto si frustava da sola.
Renzo Tramaglino è invece uno di quei tipi tutti precisini che calcolano tutto al centesimo di millesimo, aveva infatti passato tutta la notte precedente alle nozze, a ripetere l'antifona al matrimonio per non fare brutta figura il giorno dopo in chiesa.
Nella vita non aveva un posto di lavoro fisso, come si dice: passeggiava la mattina per essere libero il pomeriggio.
Era piuttosto basso: 1,30 x 1,20, tanto che affianco a Lucia sembrava come una boccia affianco ad un birillo.
Al contrario di Lucia, non aveva i baffi, non aveva barba, ed aveva i pochi capelli pettinati stile fungo atomico per sembrare più alto o meglio alla Marge Simpson.
Per pettinarsi infatti non usava il pettine ma la 220 Volts!
Non è che fosse antipatico, ma non era ben visto quasi da nessuno, chi lo incontrava preferiva cambiare strada oltre che a fare svariati gesti scaramantici; anche i gatti neri si grattavano al suo passaggio!.
La gente diceva:"Se lo conosci lo eviti, se non lo conosci ti uccide!".
Voi direte: "Ma perchè?", provate a domandarlo a coloro che non lo hanno fatto, ammesso che siano ancora vivi!.
Non a caso il suo proverbio preferito era: "La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo!".
Da notizie fondate, si sa che Renzo e Lucia si sono incontrati ad "Agenzia Matrimoniale" da Marta Flavi, e poi subito da Frizzi hanno giurato il loro amore "Per tutta la vita".
Dopo Renzo ebbe un "Colpo di fulmine" con Alessia Marcuzzi e Lucia disperata andò a piangere nè " I fatti vostri", così Renzo si andò a pentire a "Stranamore".
Ora era tutto pronto per sposarsi da Mengacci in "Scene da un matrimonio ", ma "I Guastafeste" erano in agguato.
Quando il giorno dopo Renzo Tramaglino, arrivò a casa di Don Abbondio, fu subito colpito da uno strano odore di disinfettante, chiamò allora Perpetua e le domandò cosa era successo al suo parroco di fiducia.
Lei cadde in alcune contraddizioni, e lui capì che era stato ricoverato; allora furibondo e furioso, ovvero incazzato nero, corse verso l'uscio e chiuse violentemente la porta sul suo dito mignolo, tagliandolo quasi a metà.
Montò sul suo carro a trazione animale e si diresse verso l'ospedale.
Arrivato in sala rianimazione, trovò Don Abbondio che faceva colazione e disse: "Padre per il tuo bene dimmi cosa è successo!"; allora Don Abbondio disse: "Renzo,caro figliolo, devi sapere che per molte cause, pure troppe, il vostro matrimonio non può essere celebrato ".
"Ma perchè, quali sono queste cause?" chiese Renzo.
"Devi sapere che qui suis consulit, vivit centum annos, e che.......".
Insomma Don Abbondio iniziò a fare uno di quei discorsi che portano all'incazzatura precoce.
Renzo che non capiva molto di lingue, ma moltissimo di linguacce, iniziò a fare delle smorfie come toccare con la lingua la punta del naso che colava, iniziò a leccarsi le labbra come una strana Raz de Can e disse "Padre lascia stare il latinorum maccheronibus, dimmi tutta la verità, solo la verità e nient' altro che la verità perchè altrimenti.......sono fatti tuoi."
Allora Don Abbondio, che non aveva peli sulla lingua (meno male, perchè altrimenti sarebbe stato un pò schifoso) ma neanche sotto le ascelle, rivelò a quella Raz de Can di Renzo, il segreto.
A minacciarlo era Don Rodrigo un boss della zona, il più temuto e scansato da tutti, anche perchè puzzava come il gorgonzola (infatti si riusciva a sentire la sua presenza a 780m di distanza in favore del vento) e se faceva le linguacce si dimenticava di rimettere dentro la lingua, faceva veramente schifo!.
L'unica cosa di bello che aveva erano le treccine ................. sotto le ascelle e non solo!; inoltre era tifoso del Milan.
Così Renzo, furioso e incazzato nero-azzurro (perchè era tifoso dell'Inter), si diresse verso casa di Lucia che in quel momento era dedita alla cura delle erbe aromatiche e delle droghe (da cui il suo motto: l'erba del vicino è sempre più verde, ma quella secca ha effetti più stupefacenti!) nella stalla vicino casa (da cui il suo proverbio preferito: campa cavallo che l'erba cresce).
Quando Renzo arrivò correndo più veloce della luce (spenta), del telefono e del gas, entrò precipitosamente in casa e richiuse con violenza la porta sul dito che si era maciullato prima; allora ad alta voce gridò "Lucy, mon amour, dove sei?".
Rispose Agnese sua madre: "oh le se è appena entrata nel mondo delle favole con la Maria, aspetta un pò quì nè!!".
"Quì non c'è tempo da perdere " disse Renzo,"Don Abbondio no si sente bene e non può celebrare il nostro matrimonio!!".
Disse Agnese"Se non si sente bene perchè non si mette un auricolare?" Replicò Renzo "Nel senso che è ammalato!", e Agnese "Ma se Don Abbondio è un Curato come fa ad essere ammalato?".
Renzo allora incazzato come un serpente a sonagli a cui hanno rotto i sonagli, gridò: "Sta male, è ricoverato in ospedale!".
Disse allora Agnese: "Renzo te non dirai mica sul serio nè? Ch'io ho preparato dù quintali de roba in cucina nè! ...e porca vacca nè!!".
"Purtroppo è così " disse Renzo "tutto per colpa di quel milanista di Don Rodrigo, ha mandato i suoi migliori alunni per minacciare Don Ab bondio".
"In questi casi" disse Agnese "è bene il parere di una persona che sa; vai dall'avvocato Azzeccagarbugli, lui che è una persona molto inculturata e assai logicata, saprà sicuramente come aiutarci, ma lo sai nò? E' una persona importante non puoi presentarti a casa sua a mani vuote, non sò se mi spiego !!(Come dice la bandiera che non è esposta al vento n.d.a.)
E cambiati perchè altrimenti vestito come un cozzaro * il dottore non ti riceverà".
In quel momento arrivò Lucia ancora sballata; mentre Renzo andò al supermercato sotto casa per acquistare qualcosa da donare all' av vocato.
Comprò un profumo: "LOBSTER L'AFRODISIACO eau de cess n° 1" c'era scritto sulla confezione, Renzo lo aprì, ma più che afrodisiaco era stupefacente, e si sentì mancare.
Tornò rapidamente a casa e dando una rapida occhiata nel giardino del vicino, scorse due capponi e disse: "con due capponi allo spiedo, mi pago un avvocato al completo!".
In silenzio quindi scavalcò furtivamente il muretto di cinta cadendo su una pianta di rovi; non gridò subito, ma sempre in silenzio riscavalcò il muro, ritornò in casa e lì gettò un urlo da farsi sentire da anni-luce di distanza.
Intanto ai due capponi, che avevano udito la frase di Renzo alla sola idea di levarsi le piume, venne la pelle d'oca!; così presero la tragica decisione: si suicidarono tirandosi il collo da soli!
Quando Renzo se ne accorse ci rimase molto male, allora affranto e quasi piangendo rimontò sul suo carro e si diresse dall'avvocato a mani vuote.


* COZZARO: Venditore di mitili del fiume Po