CAPITOLO 4°:
Il giorno dopo era Domenica, giorno rigorosamente sacro non perchè
dedicato al Signore, ma perchè dedicato alle partite; così per la grande
occasione del derby Milan-Inter, Renzo con i suoi amici: Camillo,
Agidulfo e Ludovico decise di andare allo stadio ad assistere al grande
incontro.
I magnifici 4 pensando di essere più furbi degli altri tifosi, partirono
presto la mattina per non trovare traffico, carichi di bandiere, bandierine,
fischietti, trikke trakke e bombe a mano.
Ben presto però si accorsero che anche tutti gli altri tifosi erano partiti
presto per non trovare traffico; così si ritrovarono in un mare di carrozze
a trazione animale tutte guidate da persone molto furbe.
Era ormai impossibile procedere oltre e tra i carristi iniziarono a volare
dapprima occhiate malefiche, poi iniziarono a volare insulti tipo:
"farabutto", "gran farabutto", per poi passare alla minuziosa descrizione
delle occupazioni delle rispettive madri, alle amicizie segrete delle mogli
e a chiamare in causa gli antenati fino alla 16° generazione.
Infine iniziarono a volare anche cerchi in lega pesante, crik, fari, pistoni e
tanti altri oggetti che potevano causare traumi al cranio o quanto di
peggio.
Renzo ed i suoi amici ben presto lasciarono il loro carro in mezzo a
quell'ingorgo e sotto quella pioggia di ferraglia, e decisero di proseguire
a piedi.
Dopo 2 ore di cammino arrivarono al campo di calcio con i piedi così
gonfi da poter camminare anche sulle acque.
Dopo 4 ore di fila, arrivò il turno di Renzo ad entrare nello stadio,
"Biglietto prego" gli chiesero al controllo.
Lui con calma cominciò a cercarlo dapprima nella giacca, ma si
accorse che aveva le tasche bucate, tentò di cercarlo nei pantaloni, ma
si accorse che non avevano tasche; poi si denudò e alla fine disse con
un lieve sorriso sulle labbra: "non lo trovo!".
I controllori allora lo frustarono per non aver pagato il biglietto.
Risolta questa piccola questione, Renzo entrò nello stadio e raggiunse i
suoi amici che avevano già preso posto sulle gradinate.
In realtà avevano preso il posto sbagliato perchè si erano seduti sulla
curva milanista; se ne accorsero solo al 38° del 1° tempo quando l'Inter
segnò l'1 a 0 sul Milan.
Così mentre si alzavano per esultare, furono raggiunti da due bravi
ragazzi conosciuti come: Caterpiller & Bulldozer per la loro fisionomia e
capitanati da Don Rodrigo.
Renzo riconosciuto Don Rodrigo gridò "Uè milanist è medd, gran
farabutt e figl de cana, je quà che te ramp ù cupè"*
; la sua frase fu
interrotta dall'arrivo delle pale dei bravi di Don Rodrigo che lo strizzarono
come un asciugamano; fu così costretto a scappare al 41° del 1° tempo.
Seppe poi al notiziario che il Milan e l'Inter avevano pareggiato per 1 a 1.
La sera si recò assieme a Lucia ed Agnese al convento di Fra Cristoforo
il quale prima di parlare mostrò 3 cambiali già compilate ed una penna, e
Renzo firmò a suo nome sotto gli occhi vigili di Agnese e Lucia.
"Bene" disse Fra Cristoforo, "sorvolate queste faccende burocratiche,
posso dirvi che ho riflettuto molto sulla vostra condizione; ed ho deciso
che è meglio per voi se cambiate paese; ho già parlato col sig. Alpitour,
o preferite turist fai da te?"
"Ma padre" disse Renzo "dobbiamo partire proprio stasera che la
mamma ha fatto la creme caramelle ?"
"Non cercare scuse stupide Renzo, partirete stasera, cena al sacco e
notte in treno. Forza dunque zaini in spalla e partite"
Questa notizia lasciò sbalorditi tutti, ma in realtà era l'unica cosa da fare;
così Agnese e Lucia furono trasferite a Monza, mentre Renzo doveva
trasferirsi al convento dei cappuccini a Milano.
* Tenterò di dare una traduzione in italiano di questa frase: "Oh onesto
tifoso del Milan, non essere adirato con me se la tua squadra perde!"
