CAPITOLO 7°:

Nel frattempo Don Rodrigo, falliti i tentativi di trovare Lucia ma più che mai intenzionato a farla sua, chiese l'aiuto di un bravo, il più bravo di tutti i bravi: un bravissimo.
Costui era Felipes Egnominabile de la Fuerza Encicloparche y Merengò de la Malombras, un uomo che sin da piccolo era indisciplinato, scostumato, arrogante, ribelle, vendicativo, ottuso, fetente, prepotente, insolente e senza patente: una specie di belva umana.
Tutti avevano paura di lui, avevano paura anche di pronunciare il suo nome, anche perchè risultava impossibile come uno scioglilingua giapponese, proprio per ciò era conosciuto da tutti come: l' Innominabile.
Oggi ha 40 anni, ed è gestore di una ditta investigativa: "International Innominations srl, spa, bot, cct, di, a, da, in, con, su, per, fra, tra, uno, due, tre, al caval del re!".
Ed è proprio a lui che Don Rodrigo si era rivolto per ritrovare Lucia della quale ormai aveva perso le tracce.
"Signor Innominabile sono qui per chiedre il vostro aiuto, devo ritrovare una ragazza, della quale da alcuni giorni non ho più notizie!"
"Muy bien Don Rodrigio, hablateme liberamiente e siate franco"
"Oh Innominato, per lei non sarò solo Franco, ma anche Filippo, Filomeno o Fernando; come mi vuole lei!"
"Io por esta volta estendo un velo de pietas su la squallida risposta espiritosa! Ma una cosa est mucho importante: habe portato los dineros?"
"Si, si"
"Mucho bien, prima los dineros e poi hablateme"
Così Don Rodrigo dopo aver pagato, raccontò la favola di Lucia Mondella.
"Non te preoccupe..." aveva detto l'Innominabile dopo aver ascoltato il racconto, "...las estoria est clara como andar de nocte sine fari, esto est el solito caso de persona escomparsa, enformeremo todos los agentes de la zona, repassi la semana proxima".
L'Innominabile iniziò subito le ricerche.
Quella notte era buio pesto alla genovese, quando l'Innominabile indossato un ridicolo cappuccetto rosso, salì su una zucca a mò di carrozza trainata da due topi giganti, si diresse verso il bosco e a tutte le persone che incontrava diceva: " Y vado da la my nonna!".
Arrivato nel bosco sguinzagliò il suo gatto dagli stivali che aveva un'olfatto straordinario (era l'unico gatto da tartufi) e si inoltrò nel bosco.
Dopo circa 2 ore di ricerche, arrivò al convento delle monache nel quale la bella Lucia si preparava a dormire e canticchiava come il passerotto ferito dal cacciatore che ammazzò il bue, che bevve l'acqua, che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che voleva mangiare il passerotto ferito dal cacciatore.
Allora l'Innominabile si travestì da foca monaca ed entrato nel convento, si unì alle altre sorelle.
Raggiunse poi la cella di Lucia e con la scusa che 'una mela al giorno leva il medico di torno', le porse una mela narcotizzata.
Lei la mangiò e poi subito cadde, senza farsi male, in un sonno profondo 15 m circa.
L'lnnominabile allora la coricò sulla zucca e la condusse al suo castello.
Arrivati lì, rinchiuse la bella addormentata Lucia nei sotterranei del castello, che è un pò come Palazzo Madama solo molto più sporco e senza Torino intorno.
Quando Lucia rinvenì, era piena di angoscia e paura, e fu presa dal desiderio di morire, ma nel momento di massimo sconforto, strinse tra le sue mani il rosario, poi venne Rosario che strinse tra le sue mani Lucia. Lucia allora gridò: "Lasciami porco, maiale, suino!!!" poi lo acchiappò per i capelli e lo scazzottò per bene!.
La povera ragazza ormai disperata, si rivolse (visto il luogo in cui si trovava) a San Vittore, ma ahimè lui era in cella di isolamento e non le poteva dare nessun aiuto.
Ancora più disperata pregò San Gria, San Buca e San Marzano, ma erano ubriachi, passò quindi a qualcosa di più leggero.
Pregò intensamente San Pellegrino e poi San Bitter perchè c'est plus facile, ma erano troppo gasati; ultima speranza era Maria.
Quindi riprese il fascio di erbe secche di prima qualità e si rivolse in preghiera alla Vergine Casta e Pura Maria Santissima Incoronata Immacolata Immatricolata e Incontaminata e disse:"O Vergine, fà ch'io possa uscire sana e salva dalle grinfie di quest'uomo che non s'è pò manco nominà!".
Rispose la Vergine: "Questa Lucia è una situazione molto delicata,per uscire incolume dovresti fare un fioretto; scegli busta A,B o C ?".
"La B"
"Bene allora dovresti smettere di fumare!"
"Ma cara mia,ho iniziato a fumare quando andavo all'asilo e proprio adesso dovrei smettere! Questo è troppo! Posso giocare il jolly e tentare la fortuna con la busta C"
"Allora dovresti dirmi quanti minuti primi sono passati dalla crocifissione di Gesù Cristo sino a stamane alle 10!"
"Forse è meglio se compro una vocale"
"Quale?"
"La A di Ammazzachebruttasituazione"
"Devi rimanere casta e pura per tutta la vita"
"Com'è umana lei! Grazie non mi poteva andare meglio di così"
"Niente ringraziamenti, ho fatto solo il mio dovere, piuttosto che ne diresti di mandare quassù un pò della tua erba?"
E così fece Lucia, e il fumo del sacrificio prima di arrivare in cielo passò dal piano di sopra dove dormiva l'lnnominabile che ebbe un sonno molto agitato quella notte, e il giorno dopo ancora sotto l'effetto causatogli da quel fumo, liberò Lucia.