CAPITOLO 9°:

Non si sa come, ma da voci ufficiali di gabinetto, Renzo riuscì a togliere la cintura di castità a Lucia, la quale ogni giorno pregava la Madonna dicendo: "Maria, tu che hai concepito senza peccato, fa che io pecchi senza concepire!".
Da quel giorno tutti vissero felici e contenti, tutti ritornarono al loro villaggio, tutti dai loro cari, tutti alle loro attività, tutti in fila per 6 col resto di 2 e riporto di 4, tutti tranne Renzo e Lucia che rimasero chiusi in casa per 66,5 giorni (9 settimane e mezzo circa), quando uscirono erano nolto deperiti, con le occhiaie, stanchi e malconci, ma stavano bene.
A sposarli fu Fra Martino Campanaro Suona Le Campane Din Don Dan, perchè Don Abbondio aveva dato le dimissioni per esaurimento alcuni mesi prima.
Alla cerimonia parteciparono moltissime persone, che accorsero da tutte le parti: dalle Alpi e dalle piramidi, dal Manzanarre e dal Reno.
Ma la cosa più emozionante successe alla fine della cerimonia quando tutti gli invitati volevano lasciare un loro ricordo a Renzo e Lucia, così oltre al riso ed ai confetti di piombo, volavano: carburatori, ferri da stiro, incudini, etc.....
Renzo e Lucia accolsero sorridendo su di loro tutti quei doni, tanto che vennero soprannominati: i ghepardi di Milano, non perchè correvano veloci, ma perchè erano coperti di lividi.
Per il viaggio delle cozze, ops... di nozze decisero di partire per una crociera e di imbarcarsi su una nave che di lì a pochi giorni partiva per il giro di inaugurazione: il Titanic.
Il giorno prima della partenza, prepararono i loro piccoli bagagli: "lo stretto necessario per sopravvivere" disse Lucia: 14 valige e 12 bauli, tanto che a Renzo scese anche l'ernia quando li caricò sul taxi a trazione animale per portarli al porto.
Ascoltarono anche le previsioni del tempo che dicevano all'incirca questo:
"Su quasi tutta la penisola tempo bello, anzi splendido e stupendo. A causa dell'improvvisa ondata di caldo torrenziale, nelle regioni alpine si avrà lo scioglimento totale delle nevi, mentre in quelle meridonali si avrà un' anticipata crescita di cactus e fichidindia. Solo sulla costa ligure e previsto un piccolo addensamento di nubi, portebbe anche non essere niente, si consiglia comunque a chi si trovasse nei paraggi di preparare l'arca!
Venti in Puglia, venti in Lombardia, venti in Liguria: totale 60. Si registrano inoltre sulle isole maggiori venti pallidi, stanchi, molto esauriti e provenienti da tutte le direzioni.
I mari saranno mossi, gasati, lisci o Ferrarelle."
Renzo rimase più o meno soddisfatto di quelle previsioni e partì con Lucia, accompagnato da tutto il borgo di Pescarenico, per il porto di Genova da dove sarebbero salpati col Titanic.
Arrivarono lì puntualissimi.
Renzo alzò gli occhi al cielo per verificare se ciò che avevano detto alle previsioni metereologiche era vero, e scorse una piccola nuvoletta, ma così piccola che vedendola disse:"E che è stò cottonfioc?".
Ma neanche riuscì a dire "oc" che fu accolto da un temporale che non si vedeva dai tempi di Noè.
Salì precipitosamente sulla nave assieme a Lucia lasciando i bagagli sul molo che velocemente furono portati via, non dai facchini ma da alcuni passanti.
Scesero quindi sotto coperta alla ricerca della cabina a loro assegnata, ma si persero in quel grande labirinto di corridoi.
Finalmente quando la nave stava per partire, trovarono la loro cabina, e affacciati all'oblò salutavano tutti i loro compaesani che erano sul molo, i quali sventolavano fazzoletti, alcuni fingevano di commuoversi e piangere, altri piangevano perchè avevano il vestito nuovo tutto bagnato e in coro imprecavano contro Renzo, altri ridevano ma erano ugualmente bagnati perchè pioveva che Dio la mandava! (chissà che c'avevano da ridere !).
E la nave si allontanò dal porto tagliando le acque come un coltello taglia il burro.
Cosa ne sia stato dopo di Renzo e Lucia non ne sa niente nessuno, certo è che non tornarono più al loro borgo di Pescarenico, e tutti vissero felici e scontenti.